La Fiorentina vince e dunque…viva la Fiorentina, ma così è troppo semplice, perché la prestazione opaca di ieri non se l’aspettava proprio nessuno

Forse nemmeno Pioli, che comunque aveva annusato l’aria ed aveva invitato tutti ad una prudenza che alla vigilia pareva sinceramente eccessiva

E’ vero che il turno preliminare della Conference è diventato dal 2022 un percorso con molte incognite, ma vedere la squadra sotto di due gol a dieci minuti dalla fine contro una formazione da media serie B, ad essere generosi, è abbastanza straniante

Lo stesso Pioli, nella sua cameretta di ciuffiana memoria, farà delle riflessioni sui motivi che non permettono il decollo verso qualcosa di più convincente di quanto visto ieri sera

Si attendono progressi significativi da domenica alle 18.30 a Torino

E’ veramente la banalità del male, per citare qualcosa di storico appartenuta agli orrori di oltre ottanta anni fa

Ma come è possibile che la famiglia Impagniatello si renda complice di uno degli assassini più efferati degli ultimi anni per poche migliaia di euro?

Una vendita fittizia alla cognata per evitare di pagare pochi soldi ai congiunti di Giulia Tramontano, e allora provo ad immaginare le riunioni in cui viene architettato questo piano demenziale e schifoso

Da non credere, davvero, e meno male che la cognata, sicuramente d’accordo col fratello di quel gentiluomo, sarà costretta a pagare una cifra più alta (spero) del valore di quella macchina maledetta

Si può edulcorare il pareggio di ieri ricorrendo al “calcese”: era la prima di campionato, la squadra veniva da una lunga e stancante trasferta, non capita sempre (anzi quasi mai) che De Gea e Kean vadano sotto la sufficienza e via andare

Resta però un peso sullo stomaco difficile da digerire, perché sono proprio le vittorie sporche, quelle ottenute con merito parziale, a dare morale e punti, perché vincere su un campo difficile come quello di Cagliari alla fine pesano tanto

La squadra è in costruzione e sinceramente in Sardegna si è visto poco, ma questo Pioli lo sa benissimo e le sue dichiarazioni nel dopo partita mio sono sembrate in linea con l’uomo che è: oneste

La delusione del pareggio va superata il prima possibile, ma forse la facciamo più lunga noi che nello spogliatoio viola

La mano di Pioli si è vista nei primi venti minuti, al di là dalla (in)consistenza dell’avversario: pressing alto, uomo su uomo, a cercare di soffocare gli ucraini nella loro metà campo.

Insomma, buone idee, che necessitano di un’ottima condizione fisica e infatti verso la metà del primo tempo c’è stato il calo, che immagino il tecnico si aspettasse, perché sarebbe pericoloso girare a mille a metà agosto

Quello che nessuno si aspettava è stata la gomitata di Kean, qualcosa di simile a De Rossi in Germania nel 2006 e assolutamente incomprensibile, a meno che non si tirino in ballo le treccine del bomber viola e comunque consideriamolo un peccato di (tarda) gioventù e chiudiamola qui

Il play off è superato senza nessuna difficoltà, al contrario degli ultimi tre anni e questo è già un ottimo inizio, così come fa ben sperare la prova di Ndour, completamente diverso dal giocatore abbastanza contraddittorio visto a maggio: che possa essere lui il rinforzo a centrocampo?

Bisogna sempre contestualizzare: cosa si diceva lo scorso anno di questi tempi? Si diceva che avevamo preso un centravanti che non segnava neanche con le mani e un portiere che non giocava da oltre un anno e che forse sarebbe stato la riserva di Terracciano

Poi sono arrivati i rinforzi di fine agosto e si diceva che avevamo preso gli scarti delle altre squadre: Cataldi, Bove e Adli, perfino Gosens, che aveva fallito all’Inter.

C’era addirittura chi sperava nella permanenza di Amrabat e dunque, con queste premesse, mi vorreste dire che, sulla carta, questa non è la più forte rosa dell’era Commisso?

Ne sono fortemente convinto, senza contare il gran passo in avanti fatto in panchina, poi dalla carta al campo tutto diventa maledettamente più complicato, ma proprio questo è il bello del calcio, nel bene e nel male

Se ne va un pezzo della nostra storia e io penso agli che passano, a quello che ancora resta da fare e anche a quello che ho fatto

Sto dicendo da almeno dieci anni: non soffrirò della sindrome di Pippo Baudo, quando smetterò e la gente si scorderà (giustamente) di quello che ho fatto in radio, soprattutto in radio, non ne soffrirò, ma forse è sempre stato un modo per preparare gli anticorpi alla possibile depressione post addio

Ora che Pippo Baudo è scomparso per sempre, dopo essere sparito da tempo dalla TV, ho come la sensazione che il tempo si sia accorciato e che quello che resta da vivere lo si debba fare con la maggiore intensità possibile

E’ stato un grandissimo, sempre disponibile con tutti, talento unico in tante cose e umiltà difficile da trovare in chi vale dieci volte meno di lui

Che bello: oggi si discute se si vada più o meno in vacanza rispetto al 2022, cioè quando ancora doveva arrivare Giorgia Meloni

E’ bello perché si vede che in questo Paese non ci sono cose più importanti o più interessanti di cui occuparci

Non siamo mica a Gaza o in Ucraina…io comunque non ho risposte: si stava meglio o peggio prima dell’arrivo della destra a Palazzo Chigi?

Oggi la Fiorentina gioca a Manchester e non posso scordarmi quella notte dell’autunno del 1999, quando eravamo fortissimi, avevamo battuto i Campioni d’Europa a Firenze ed entravo nella magia dell’Old Trafford

La partita andò male, dopo il gol di Batistuta (tanto per cambiare) non ci fecero vedere palla, ma è quanto accadde prima della partita che merita di essere raccontato

Come in tutte le categorie umane anche tra i giornalisti esistono quelli che si illanguidiscono e poi si eccitano alla presenza del grande nome, di quello potente, perché poi magari godono per ore all’idea di ricevere un salito o addirittura una pacca sulla spalla

A Manchester, in tribuna, il più potente tra i potenti era Arrigo Sacchi, omaggiato da più parti e ancora in attività, ma presente come commentatore di Mediaset

Si affaccia nella zona dei cronisti viola ed è tutto uno sbracciarsi per farsi notare, per ricevere attenzione: lui guarda verso di noi e parte in quarta per venirci incontro, solo che…dribbla tutti e tra l’indignato stupore generale va ad abbracciare Mario Ciuffi, che nemmeno si era accorto della sua presenza

Magnifico, ho goduto davvero e ho ripensato ai racconti di Mario e a quei pomeriggi dell’inverno 1984 alla latteria vicino allo stadio in cui Sacchi passava ore per spiegare a Ciuffi le idee del suo calcio

I 15 milioni per Sohm sono una bella scommessa: una cifra importante per la Fiorentina, un acquisto che a qualcuno ricorda sinistramente Duncan, ma che potrebbe anche essere il miglior investimento del mercato viola

Confesso di conoscerlo poco, si spera che sia un Amrabat che sappia giocare meglio a calcio, nel senso di capacità di produrre gioco, perché la Fiorentina di Pioli mi pare si sia posta proprio questo obiettivo; far vedere un calcio divertente e produttivo in termini di risultati

In teoria è qualcosa di molto affascinante, nella pratica è un risultato estremamente complicato da raggiungere: bisogna aggredire l’avversario, andare quasi sempre all’uno contro uno, prendendo la miglior Atalanta di Gasperini come esempio del recente passato

Ci vuole pazienza e dobbiamo averla un po’ tutti

Mi piacerebbe, ma non credo che sia possibile e vediamo se a fine stagione avrò torto: quante partite da titolari giocheranno insieme Kean Gudmundsson e Dzeko?

Pochissime, secondo me, perché per provare una soluzione del genere bisognerebbe avere giocatori dotati di straordinarie capacità atletiche che sinceramente non appartengono a due su tre, e non è difficile immaginare chi siano

Quella del tridente è un’illusione estiva, da sotto l’ombrellone, perché a tutti noi piace vedere segnare caterve di gol, ma i campionati si vincono, e le qualificazioni nell’Europa che conta, si raggiungono con la difesa, questo almeno insegna il calcio

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